Prima del pasto
Prima di mangiare ci prendiamo un attimo. Non dieci secondi rubati tra due compiti, ma un vero e proprio momento di pausa, di respiro, di presenza. Ci fermiamo. Lasciamo che il rumore del mondo svanisca per concentrarci sull'atto che seguirà. È una transizione necessaria tra il trambusto della giornata e il rituale della nutrizione. Senza questo momento, mangiamo nel caos e il corpo riceve il caos. La chiarezza inizia con il silenzio.
Guardiamo ciò che riceveremo con occhi nuovi. Riconosciamo il sacrificio del pesce che ha lasciato l'oceano per darci forza. Riconosciamo il lavoro della terra che ha fatto crescere questi ortaggi sotto il sole e la pioggia. Rispettiamo lo sforzo, la vita, il ciclo. Questa non è superstizione, questa è pura gratitudine. Onorando la fonte, prepariamo il nostro corpo a ricevere il cibo con gentilezza. Il rispetto è il miglior antipasto.
Gesti attenti
Ogni gesto in cucina è attento, abitato, consapevole. Non prepari un pasto come se riempissi un serbatoio. Creiamo un'opera di cura. Come taglio il pesce, con quanta precisione dispongo le erbe, come guardo la fiamma... ogni dettaglio conta. È una meditazione in movimento, dove la mano e la mente lavorano in armonia. La qualità dell'intenzione viene trasmessa alla materia. Un pasto cucinato con amore e attenzione non ha lo stesso sapore di uno preparato in fretta.
Nessuna automazione. Non lasciamo che i nostri pensieri vaghino alle preoccupazioni di domani o ai rimpianti di ieri. Noi siamo lì, con il coltello, con il fuoco, con l'odore della manuka. Questa presenza trasforma la cucina in uno spazio sacro, un rifugio contro la dispersione moderna. Impariamo ad amare il processo tanto quanto il risultato. La coscienza è il sale della vita, dona profondità ad ogni azione. È una disciplina che ci rende più umani.
Silenzio interiore
Questa consapevolezza crea un silenzio interiore profondo e calmante. Non il silenzio di una stanza vuota o l'assenza di rumore, ma il silenzio di una mente presente, centrata, allineata. È un riposo mentale che ci offriamo più volte al giorno. Concentrandoci sulle sensazioni – la consistenza del pesce, il colore delle verdure, il crepitio della griglia – interrompiamo le incessanti chiacchiere dell’ego. Ritroviamo la propria essenza nella semplicità del gesto.
Si stabilisce una pace. Sentiamo le sue spalle rilassarsi, il suo respiro farsi più profondo. Non stiamo più inseguendo qualcosa, siamo semplicemente lì. Questa calma è essenziale per una buona digestione. Il corpo non può assimilare correttamente i nutrienti se è in modalità “lotta o fuga”. Creando questo silenzio, diamo il segnale al sistema parasimpatico di prendere il sopravvento. La salute è il frutto di questa ritrovata tranquillità.
Durante il pasto
Quando mangio, sono pienamente presente all'esperienza. Non guardo lo schermo del telefono, non leggo le notizie, non parlo di argomenti stressanti. Sono con il mio piatto, con i miei sensi. Mastico lentamente, coscienziosamente, assaporando ogni sfumatura. Sento l'odore delle proteine marine che mi danno forza, gusto la mineralità delle verdure. È un’esplorazione sensoriale che mi riempie di gioia e gratitudine.
A 45 anni, finalmente, riconosco che la digestione inizia nella mente, molto prima che il cibo raggiunga lo stomaco. Se la mente è agitata, lo stomaco si annoda. Se la mente è serena, il corpo si apre. Mangiare consapevolmente facilita il lavoro del proprio metabolismo. È una forma fondamentale di cura di sé. Non ingeriamo solo calorie, assorbiamo la vita. E la vita richiede attenzione per essere ricevuta pienamente.
Dopo il pasto
Successivamente il corpo riceve meglio, molto meglio. Sentiamo l'energia circolare senza ostacoli, la sazietà stabilizzarsi in modo duraturo, la mente rimanere lucida. Nessun gonfiore, nessuna stanchezza post pasto, nessuna sensazione di pesantezza. Poiché la mente era presente, il corpo era in grado di svolgere il suo lavoro senza problemi. Lasciamo la tavola con rinnovata vitalità, pronti a riprendere con entusiasmo la nostra giornata. Il pasto era una fonte di energia, non un peso.
Poiché non ho combattuto il mio corpo, esso non mi respinge. È un patto di non aggressione che firmi con te stesso ad ogni pasto. Mangiando consapevolmente evitiamo eccessi e scelte sbagliate dettate dall’impulso. Diventi padrone della tua alimentazione. La chiarezza è il risultato di questa armonia. Ci sentiamo leggeri, vigili, vivi. È la firma di una cucina che ha senso.
Antica pratica Maori
È un'antica pratica Maori: mangiare è meditare. È un rito di rispetto che ci lega ai nostri antenati e alla nostra terra. Questa non è una tecnica buddista importata o una moda New Age, è sempre stato il nostro modo di essere. Il pasto è il momento in cui la tribù si riunisce, dove si condivide il Mana, dove si celebra la vita. È un atto spirituale incarnato nella materia più grezza. Il sacro è nel piatto.
È proprio qui che quando si mangia consapevolmente la stabilità glicemica aumenta, la digestione migliora, il metabolismo diventa più chiaro. È fisiologico, non solo spirituale. La scienza moderna sta appena cominciando a capire ciò che i nostri antenati sapevano istintivamente: che lo stato d'animo cambia la chimica del corpo. La mia cucina è un omaggio a questa saggezza, un invito a rallentare per vivere meglio. La chiarezza è il mio orizzonte, la consapevolezza è il mio cammino. ¡Zhu ni hao wei kou e viva una coscienza reale!